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Oreste Massari alla Conviviale del 23 ottobre

Il prof. Oreste Massari ha svolto un interessante relazione su: “La politica in Italia: presente e futuro”.
Ha esordito ricordando la diversità della situazione italiana nel ventennio dopo la seconda guerra mondiale, quando la politica era basata sulla passione-vocazione e non sull’interesse, quando la classe dirigente era costituita da un elite che ha condotto il paese fuori della crisi anche grazie agli aiuti esterni ma soprattutto con l’esempio e la laboriosità che ha portato l’Italia al famoso boom economico frutto di sacrifici ma anche di risultati.
Il raffronto con i periodi successivi è drammatico. in particolare la problematica della partitocrazia ha portato all’attuale drammatico scollamento tra la politica e il paese reale.
Mentre nei paesi del nord Europa e del nord America i partiti hanno mantenuto una tradizione che ha consentito di utilizzare addirittura gli stessi nomi e il costante radicamento nel tessuto socio-economico, in Italia si è verificata una progressiva frammentazione dei partiti tradizionali in parte agevolata dalle frequenti modifiche della legge elettorale. E’ stata evidenziata la necessità di ridare ai partiti la dignità e la funzione storica essenziale per una democrazia priva dei personalismi che hanno caratterizzato l’ultimo ventennio.
La classe politica che dovrà governare il paese deve formarsi progressivamente con una carriera graduale che consenta, (come in Francia con la famosa scuola di formazione) di acquisire esperienza e professionalità indispensabile per una efficace azione di governo.
E’ stata quindi affrontata anche la problematica relativa all’opportunità di modificare radicalmente il sistema elettorale, avendo come punti di riferimento il riconoscimento di un maggior rapporto elettore/eletto e delle alternative tecniche (presidenzialismo o semipresidenzialismo, doppio turno, sistema uninominale, sindaco d’Italia ecc.).
In particolare il relatore si è soffermato sui problemi di carattere strutturale che impediscono la ripresa economica e sulla necessità di unificare i sistemi fiscali ed economico-finanziari in Europa se si vogliono veramente risolvere le attuali difficoltà basate sostanzialmente sull’adozione di provvedimenti contraddittori e sulla sola austerità.
Alla fine della relazione si è svolto un altrettanto interessante confronto con i numerosi soci ed ospiti presenti dal quale è risultato essenziale ripristinare nel sistema elettorale la scelta diretta degli eletti da parte degli elettori presupposto di una rappresentatività reale nonché una drastica riduzione del numero dei partiti con la conseguente maggiore longevità dei governi, in analogia a quanto avviene negli altri paesi europei e in USA.

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