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Il Rotary Club Roma Mediterraneo a Lampedusa. Storia di un viaggio

Il Rotary Club Roma Mediterraneo, in aderenza al proprio scopo statutario, ha deciso quest’anno di promuovere un progetto su Lampedusa, luogo simbolo del Mediterraneo e vera e propria porta d’Europa.

L’idea, che il club ha entusiasticamente realizzato, è stata concepita dal nostro presidente, Arnaldo Morace Pinelli, nei primi giorni di ottobre 2013, mentre giungevano le notizie del naufragio di un’imbarcazione di fortuna salpata dalla Libia, avvenuto ad appena mezzo miglio dalle coste lampedusane, nei pressi dell’Isola dei Conigli. Una tragedia epocale: 366 immigrati morti e 20 dispersi presunti. Si sono salvate soltanto 155 persone, di cui 41 minori e di questi uno soltanto accompagnato dalla propria famiglia. L’intera Comunità di Lampedusa ha partecipato alle operazioni di soccorso ed un ruolo importante è stata svolto dalla Guardia di Finanza, impegnata in loco con le proprie unità navali. 

Da allora il fenomeno migratorio è stato percepito in modo diverso. Papa Francesco si è recato a Lampedusa e lo Stato italiano ha avviato l’operazione Mare nostrum, una missione militare ed umanitaria la cui finalità è di prestare soccorso ai clandestini prima che possano ripetersi altri tragici eventi nel Mediterraneo, sostituita poi da Frontex Plus, un nuovo programma guidato dall’Unione Europea.

ll R.C Roma Mediterraneo ha dunque voluto individuare un’iniziativa che potesse essere anche di supporto alla Guardia di Finanza,  fortemente impegnata a Lampedusa, la quale ha in essere una convenzione con il Cisom (Corpo Italiano di Soccorso del Sovrano Militare Ordine di Malta), allo scopo di avvalersi dei suoi medici ed infermieri nelle operazioni di primo soccorso degli immigrati nelle acque del Mediterraneo. 

Il Cisom ha costituito nel 2014 un corpo di quindici volontari con il duplice compito, da un canto, di coadiuvare il Sindaco, quale Autorità di Protezione civile sull’isola di Lampedusa, per gestire le situazioni d’emergenza causate in primo luogo dai massicci flussi di immigrati e, dall’altro, di collaborare con le Autorità che operano sull’isola, in primis la Guardia di Finanza, per gestire gli sbarchi in banchina.

Il R.C. Roma Mediterraneo ha dunque pensato di donare alla Sezione di Lampedusa del Cisom un pulmino da impiegare nell’espletamento di siffatte attività.

In tal modo, nei nostri intenti, anche il Rotary sarebbe sbarcato su questo luogo simbolo del Mediterraneo, apportando la sua goccia di solidarietà ed un concreto segno di fratellanza tra i popoli. Il progetto è stato apprezzato anche dal Distretto 2080, che lo ha generosamente sovvenzionato.

Inoltre, secondo i migliori ideali rotariani, abbiamo pensato che sarebbe stato significativo che, a coronamento del progetto, una rappresentanza del nostro club conducesse il pulmino sino a Lampedusa, attraversando l’Italia con le insegne del Rotary, per poi condividere il gesto di solidarietà direttamente con la Comunità locale. Ciò il prima possibile, attesa l’urgente esigenza del mezzo di trasporto, ripetutamente rappresentataci.

A gennaio, dopo una felice raccolta di fondi, è stato, dunque, possibile acquistare il pulmino, uno “Scudo” a nove posti, e nella mattinata di venerdì 6 febbraio 2015, presso il Palazzo dei Cavalieri di Rodi, alla Piazza del Grillo, si è svolto l’evento per la sua formale offerta all’Ordine di Malta.

I numerosi soci del R. C. Mediterraneo sono stati accolti dal Presidente del Cisom, Narciso Salvo di Pietraganzili. In rappresentanza della Guardia di Finanza era presente il Ten. Col. Guido Clementi. 

Il Presidente Salvo di Pietraganzili, illustrando con dovizia di dettagli la storia dei luoghi, ci ha fatto visitare la Chiesa di San Giovanni Battista dei Cavalieri di Rodi, le stanze dell’antico palazzo quattrocentesco e la mirabile loggia, che affaccia sulla Basilica Ulpia e sui fori imperiali, svelando uno scenario di incomparabile bellezza.

Dopo la colazione, ci siamo recati nella Piazza del Grillo, ove, dopo le parole di ringraziamento del Presidente del Cisom ed un breve discorso del nostro presidente, il pulmino, “strumento per fare del bene, insieme a coloro che lo condurranno nell’isola di Lampedusa”, è stato benedetto dal Cappellano dell’Ordine di Malta, Mons. Natale Loda, che ha affettuosamente suggellato l’evento.

Dopo la foto di rito con il pulmino, i soci del Rotary Club Roma Mediterraneo hanno "incoraggiato" la partenza.

Il presidente, Davide Avola, Daniele Fabi e Umberto Moruzzi si sono dunque mossi alla volta di Lampedusa, sfidando il maltempo e facendosi carico del correlato rischio – da molti segnalato - che la nave per Lampedusa, sabato sera, non potesse salpare.

La buona stella del Rotary ha, però, accompagnato il viaggio.

A Messina la rappresentanza del nostro club è giunta nel tardo pomeriggio di venerdì. I due “autisti” del pulmino, Davide Avola e Daniele Fabi, hanno trovato la strada spianata e non hanno dovuto fronteggiare alcunché se non l’apprensione del presidente, che li invitava continuamente ad una guida più moderata e a mantenere la distanza di sicurezza.

La mattina dopo, all’Hotel Royal, si è svolto l’interclub con il Rotary Club Stretto di Messina. A Roma già si erano incontrati il nostro presidente ed il tesoriere del club siciliano, Giovanni Mollica. Lì la nostra rappresentanza è stata affettuosamente accolta dal past president Lorenzo Aricò, cui, con grande orgoglio, è stato subito mostrato il pulmino.

I soci dei due club si sono, dunque, intrattenuti in una piacevole colazione, secondo il migliore spirito di amicizia rotariana. Il Comandante Aricò ha fatto dono al presidente di un bellissimo libro sulla Sicilia religiosa e gastronomica e ai soci del R.C. Roma Mediterraneo del gagliardetto del club.

Poco dopo, la partenza per Agrigento ed ivi giunti il pulmino, in attesa di un imbarco ancora incerto, ha riposato alle pendici della collina ove sorge il tempio di Giunone, nella “Valle dei templi”.

I nostri amici si sono, invece, concessi, in una giornata baciata dal sole, un’amena passeggiata archeologica, tra i mandorli in fiore e le possenti vestigia della Magna Grecia.

Verso le 18.00, a Porto Empedocle, le luci del traghetto che avrebbe dovuto compiere la traversata si sono improvvisamente illuminate: era questo il segno che il nostro pulmino, la mattina dopo, avrebbe toccato il suolo di Lampedusa.

Ed infatti, nella tarda serata, con emozione ed orgoglio, la nostra rappresentanza si è imbarcata.

Alle prime luci dell’alba di domenica 8 febbraio è apparsa finalmente, di lontano, la sagoma di Lampedusa. 

Allo sbarco, i nostri amici sono stati accolti dai volontari del Cisom, comandati dal Maresciallo Giuseppe Lo Menzo.

Subito si sono recati nel luogo più evocativo dell’isola: la Porta d’Europa, posta nel lembo più a Sud, di fronte all’Africa, simbolico punto di contatto, nel Mediterraneo, tra due civiltà.

Nell’intimo, ciascuno ha vissuto qualcosa di profondo in quel momento e siamo stati tutti consapevoli delle idealità che siamo chiamati a vivere e promuovere in quanto soci del R.C. Roma Mediterraneo.

E’ seguito l’incontro con la Comunità di Lampedusa, nella piazza del paese. Al termine della Santa Messa, il Vice Parroco celebrante, Don Giorgio Casula, ha comunicato ai fedeli la presenza dei membri del R.C. Roma Mediterraneo, lodando la nostra iniziativa benefica. E’ dunque uscito nella piazza, insieme ad uno stuolo di chierichetti, e, alla presenza di tutte le Autorità locali, ha benedetto il nostro pulmino.

Erano presenti il Vice Sindaco, Damiano Sferlazzo, in sostituzione del Sindaco Giusi Nicolini in missione a Roma, il Ten. Comandante G.d.F. Leonardo Gnoffo, il Ten. Comandante dell’Aeronautica Vito Bitetto, il Cap. di Corvetta della Guardia Costiera Arena, il Parroco Don Mimmo Zambito, l’intero Corpo dei volontari del Cisom e tanti lampedusani. Molto ha impressionato lo spirito solidale che immediatamente comunica questa comunità di persone. Tutti cooperano, l’uno con l’altro, ed è questo, presumibilmente, il segreto che consente, in un luogo così lontano e difficile, di mantenere viva l’identità locale, nonostante i massicci flussi migratori.

Nella piazza di Lampedusa, alla presenza del Vicesindaco, è stata effettuata la formale consegna del pulmino.

Dopo una breve visita dei luoghi più suggestivi dell’isola, si è svolto un incontro conviviale alla presenza delle locali Autorità del Cisom, della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica, insieme a molti lampedusani.

I saluti del presidente e la lieta notizia che il nostro pulmino verrà presto munito di un defibrillatore sono stati però rattristati da una repentina chiamata della Guardia costiera.

I medici e gli infermieri del Cisom sono dovuti partire immediatamente per un’operazione di salvataggio. Il giorno dopo, rientrati i nostri amici a Roma, la lettura dei giornali ha reso manifesto come quegli istanti, di cui essi sono stati spettatori, costituivano i primi segnali di un’ennesima tragedia che si stava compiendo in prossimità delle coste dell’isola. E se ciò ci ha ulteriormente convinto della meritevolezza del progetto che abbiamo realizzato, resta tanta amarezza, perché siamo consapevoli che l’impagabile generosità della Comunità, militare e civile, lampedusana non basta.

Non è possibile affermare che, nella fase attuativa del nostro progetto Lampedusa, “il viaggio” sia stato più importante della “destinazione”, cioè dell’obiettivo raggiunto. Le finalità benefiche ed ideali, che ci eravamo proposti, sono state conseguite mediante l’acquisto e la peculiare destinazione del pulmino. Non vi è dubbio, tuttavia, che il viaggio, per chi lo ha compiuto,  anche idealmente, sia stato particolarmente significativo. Esso ha cementato l’amicizia tra i partecipanti, è stato gioioso e formativo, ha conferito umanità alla nostra azione e, soprattutto, ha reso palpabile che essere rotariani ha senso. E’ stato bello constatare che, attraverso gli aggiornamenti reali su WhatsApp, le email, gli sms, le telefonate anche molti soci rimasti a Roma, con personale rammarico, hanno intensamente partecipato al viaggio del nostro club verso Lampedusa. Al punto che qualcuno, quando l’imbarco del pulmino era incerto e le voci si rincorrevano, tra il serio e il faceto, ha scritto: “Mi sembra di seguire lo sbarco sulla luna”.

Un ringraziamento particolare al Gen. G.d.F. Francesco Mattana, al Col. G.d.F. Joselito Minuto, al Dott. Mauro Casinghini, Direttore Cisom.

 

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