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Il pellegrinaggio delle “Ceneri”. Il R.C. Roma Mediterraneo in visita a Papa Francesco

Mercoledì 18 febbraio era stata da tempo programmata la partecipazione del nostro club all’udienza generale del Santo Padre. La buona stella del Rotary ha fatto coincidere tale evento con una delle solenni festività dell’anno liturgico, il Mercoledì delle ceneri, attribuendo alla nostra visita il senso profondo del “pellegrinaggio”.

Papa Francesco ha mosso la gran parte dei soci, in molti casi accompagnati dai genitori, dai figli, dai fratelli e dalle sorelle, secondo il tema dell’udienza generale, da mogli e mariti, parenti ed amici.

Era presente al completo il clan Moruzzi, guidato dall’amata mamma del nostro socio, Anna Impieri. Mauro De Santis era insieme alla moglie Pierina, che pochi conoscevano, e con alcuni amici.

 

C’erano Ernesto la Rosa e la nostra Elena, Angela Zifarone con il marito, Marina Baldi con l’amata figlia Cecilia, Carlo e Fabrizio Parascani, Carlo Luzzi Conti con la moglie Mercede, il presidente del nostro Rotaract, Paolo Bianchi, con la fidanzata Erika, la socia onoraria Mirella Murè, Vincenzo Pezzolet. 

 

Angela Notarantonio è venuta con la mamma e la suocera, unitamente alla sorella Anna. Daniela Gilardi era con il suo papà e la sorella Barbara, in dolce attesa di un bebè. Mariangela Caristo ha sfidato una brutta influenza, pur di ricongiungersi in extremis al nostro caro prefetto. Franco Bonavita – come sempre – era in compagnia della moglie Claudia e della nostra futura socia Lucilla. Anche il nostro vice presidente Paolo Assumma ha avuto il piacere di condurre con sé l’amata mamma.

 

 

Inseparabili - pure in questo frangente – le coppie Montesoro e Degli Abbati. Adolfo e Gianluca Vanin erano lieti di partecipare con le loro amate consorti, Tommasina e Federica.

 

Mauro Covino e Luigi Pulli hanno rappresentato la continuità, in questo significativo momento per il club, ed hanno affettuosamente coadiuvato il presidente (molto grato) nella non semplice gestione dell’evento.

Si respirava, insomma, un clima veramente familiare e festoso.

 

La giornata primaverile, riscaldata da un sole benevolo, ha consentito che la cerimonia si svolgesse all’aperto, nel centro della Piazza. Abbracciati dal colonnato beniniano, ci siamo ritrovati in mezzo ad altre centinaia di rappresentanze di pellegrini, provenienti da ogni parte dell’Orbe. La gioia di tutti era palpabile e manifestata spontaneamente con gesti semplici e toccanti (intonazioni di canti, innalzamento di striscioni, invocazioni al Santo Padre, applausi).

 

E’ stato bello, in questo contesto universale e festoso, sentir risuonare in Piazza San Pietro, nell’annuncio del rappresentante della Casa Pontificia, l’intitolazione del nostro club: “Rotary club Rotary Mediterraneo”.

 

E’ finalmente apparso Papa Francesco, nell’entusiasmo generale.

 

Bellissime e toccanti le sue parole sul tema della fratellanza, che pareva scelto apposta per noi. Il Santo Padre ha posto in luce l’importanza di questo legame, che sorge all’interno della famiglia, tra persone che vengono in vita dallo stesso grembo. E’ la famiglia che introduce la fraternità nel mondo. Da questa esperienza lo stile della fraternità si irradia come una promessa sull’intera società e sui rapporti tra i popoli. E come nella famiglia, spontaneamente, i fratelli più deboli e bisognosi sono protetti ed accuditi da quelli più forti, così la fratellanza cristiana impone la cura dei poveri e dei deboli, perché la parola e l’esempio di Cristo ci comunicano che siamo tutti fratelli. Parole semplici e toccanti che giungono immediate al cuore.

Papa Francesco ha dunque invitato a dedicare un istante, in silenzio, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, portandoli in tal modo, con il pensiero e con il cuore, in Piazza San Pietro, per ricevere la benedizione. Infine, ha voluto ricordare i fratelli egiziani, recentemente uccisi in Libia per il solo fatto di essere cristiani.

E’ seguita la benedizione solenne ed il ritorno nella Piazza di Papa Francesco, tra la folla gioiosa dei pellegrini, che ci avvolgeva caldamente.

 

Al termine della cerimonia, il nostro presidente, avvalendosi di una speciale ambasciatrice, l’amata figlioletta Anna, ha potuto suggellare la radiosa giornata della nostra associazione, consegnando al Santo Padre, a nome del club, il dono che avevamo predisposto: una medaglia devozionale in bronzo del XVIII secolo, raffigurante il fondatore dell’Ordine dei Gesuiti, Sant’Ignazio di Loyola, ed il suo contemporaneo San Francesco Saverio. Un dono “povero” e, al contempo, spiritualmente carico di significato per questo Papa gesuita, che ha scelto San Francesco come modello della sua predicazione.

 

Per compiere la “missione” assegnatale, suscitando l’ilarità generale, la piccola Anna, avvistato il Santo Padre, si è messa a chiamarlo perentoriamente (“Papa vieni, Papa vieni”). Quando questi è sopraggiunto e le ha chiesto un bacio, Anna, con un bel sorriso, non si è fatta pregare, ricevendo in cambio un’affettuosa carezza. Ha quindi consegnato al Papa il nostro dono, che il presidente, alquanto commosso, ha illustrato al Santo Padre, molto attento, nel suo significato simbolico.

Una giornata memorabile, dunque, in cui ci siamo sentiti, al contempo, uniti nella nostra identità  ed amicizia rotariana e parte di un popolo buono che non conosce i confini dei gruppi sociali. Fratelli, appunto, giacché – come ci ha insegnato Papa Francesco – il legame più forte fra gli uomini, anche diversissimi fra loro, sorge quando possono dire di un altro: “Questi è proprio come un fratello, questa è proprio come una sorella per me”.

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