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La visita a Villa Adriana con i giovani del nostro Rotaract

Sabato 28 maggio, a conclusione del trimestre dedicato all’azione interna, ci siamo recati a Villa Adriana, nelle prossimità di Tivoli, insieme ai giovani del nostro Rotaract. Un’occasione importante per conoscerci ed amalgamarci meglio, nelle mollezze di una giornata primaverile. Ed invero, assistiti dalla buona stella del Rotary, che non ha mai abbandonato quest’anno di presidenza, siamo incappati in una mattinata meravigliosa, baciata dal sole.

Pochi luoghi, come Villa Adriana, simbolicamente sintetizzano le culture, le filosofie, le religioni del Mediterraneo e dunque la sua visita, almeno negli intenti, è strettamente connessa alle idealità poste alla base della fondazione del nostro club.

Il ricco complesso d’edifici, voluto dall'imperatore Adriano, fu realizzato gradualmente nella prima metà del II secolo d.C. su una vasta area, che doveva coprire circa centoventi ettari, in una zona ricca di fonti d'acqua, ad appena diciassette miglia dall’Urbe.

All’interno della villa Adriano intese riprodurre i luoghi più celebri delle province dell’impero che aveva visitato nei suoi viaggi, come il Liceo, l’Accademia, il Pritaneo, la città di Canopo in Egitto, il Pecile, la valle di Tempe. In realtà – come ci è stato spiegato dalla bravissima guida che ci ha accompagnato nella visita - gli edifici della villa presentano tutti i caratteri più innovativi dell'architettura romana del tempo, per cui le riproduzioni adrianee di monumenti della Grecia o dell'Egitto vanno intese più come suggestioni evocative che come ricostruzioni reali.

Alla fine del suo regno Adriano si isolò nella villa, ove visse separato dal resto del mondo ed esercitò il potere in modo assolutistico. Alla sua morte, la damnatio memoriae, invocata dal Senato e dal popolo, venne evitata soltanto per il deciso intervento del suo successore Antonino Pio.

La visita ha preso le mosse dal Pecile, un'immensa piazza colonnata di forma quadrangolare, decorata al centro da un bacino e circondata da un portico.

Siamo quindi giunti al c.d. Teatro marittimo, una delle prime costruzioni della villa, probabilmente la residenza privata di Adriano all’interno del complesso monumentale, come dimostrano le sue caratteristiche di separatezza. Si tratta di un complesso assai singolare, ad un solo piano.

All'interno consta di un portico circolare a colonne ioniche, che si affaccia su un canale al centro del quale sorge un isolotto composto da un atrio e da un portico in asse con l'ingresso, più un piccolo giardino, un complesso termale, alcuni ambienti e delle latrine. La struttura non prevedeva alcun ponte in muratura che collegasse l'isolotto al mondo esterno, e per accedervi era necessario protendere un breve ponte mobile.

La passeggiata è proseguita con la visita delle Grandi e delle Piccole Terme, quest’ultime destinate agli ospiti di riguardo e alla famiglia imperiale e decorate con grande ricchezza e raffinatezza. Nei pressi il c.d. Pretorio, ove risiedeva la guardia personale dell’imperatore.

Di lì ci siamo diretti verso il c.d. Canopo, uno dei luoghi più suggestivi del complesso monumentale. Questa struttura, secondo la tradizione, evoca un braccio del fiume Nilo con il suo estuario, che congiungeva l'omonima città di Canopo, sede di un celebre tempio dedicato a Serapide, con Alessandria, sul delta del Nilo.

L'ampia esedra alla fine della vasca presenta il triclinio imperiale al cui interno si tenevano i banchetti, resi spettacolari dagli effetti d'acqua e dagli zampillii che attorniavano i commensali.

Terminata la visita, ci siamo portati nella Tivoli vecchia, allo storico locale della "Sibilla”, luogo di ristoro nei secoli scorsi di regnanti e di celebri artisti che effettuavano il Grand Tour, collocato sull’acropoli dell’antica Tibur, di cui ingloba due templi d'età repubblicana pressoché intatti.

Di lì un affaccio mozzafiato sul parco della Villa Gregoriana, solcata da una cascata che immette nell’Aniene.

La conviviale è stata festosa. Oltre ai soci e ai giovani del Rotaract, molte le mogli, gli amici e pure i bambini. C’erano i gemellini del presidente, Enrico ed Anna, e i piccoli Luigi e Stefano, i bellissimi pargoli del Prof. Francesco Saverio Romolo, che quest’anno ha partecipato a numerose iniziative del nostro club.

Giornata meravigliosa, dunque, di cui dobbiamo essere grati, innanzitutto, a coloro che hanno contribuito in maniera determinante ad organizzarla: Daniele Fabi, Mauro De Santis con la moglie Pierina, il presidente del Rotaract Paolo Bianchi.

 

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