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Il restauro del sarcofago di Selene ed Endimione

Nel 1934, durante alcuni lavori agricoli sui monti di Sant’Andrea, nei pressi del borgo di Cesano, che sorge sul sito dell’antica Massa Cesarea da cui deriva il nome, venne alla luce una cappella cristiana del X-XI sec. In essa vennero rinvenuti cinque sarcofagi romani, evidentemente riutilizzati in epoca medievale.

Il sarcofago conservato al Museo delle Terme, foto prima del restauro

Uno di essi, lungo 2,15, alto 0,63 e profondo 0.55 metri, databile intorno alla metà del III sec. d.C., pressoché intatto, è ornato sulla fronte da un rilievo raffigurante il mito di Selene ed Endimione, nelle diverse tradizioni, uno dei più antichi e diffusi dell’area del Mediterraneo.

Prima fase del restauro, rimozione dei depositi superficiali a secco

Apollonio Rodio narra di come Selene fosse perdutamente innamorata di questo giovane pastore di straordinaria bellezza, tanto da chiedere a Zeus di concedergli un'eterna giovinezza e un sonno eterno.

Seconda fase del restauro, rimozione dei depositi superficiali a umido

Ogni notte Selene scendeva dall'alto dei cieli nella grotta ove questi giaceva, sul monte Latmo, in Caria, per fargli visita e baciarlo e le cinquanta figlie da loro concepite vengono da alcuni studiosi equiparate ai cinquanta mesi che dovevano trascorrere da un'edizione dei giochi olimpici antichi all'altra.

Terza fase del restauro conservativo, applicazione biocida

Secondo una diversa versione del mito fu Hypnos, il dio del sonno, a rimanere affascinato oltre ogni dire dalla sublime bellezza del giovane fanciullo: gli donò così la facoltà di "dormire ad occhi aperti", per potere ammirare appieno il suo volto.

Tassello di pulitura ad impacco

Esiste pure una spiegazione razionalistica del mito, secondo la quale l’amore di Selene per Endimione rappresenterebbe il contributo che al crescere dell’erba offre la notturna rugiada che si produce per le emanazioni della luna.

Il mito, per il suo significato sepolcrale, avendo avuto Endimione la possibilità di sostituire la morte con il sonno eterno, è frequentemente raffigurato sui sarcofagi romani.

Ampliamento del tassello di pulitura ad impacco

Su quello rinvenuto nel borgo di Cesano, sulla destra della composizione è il pastore Endimione, sdraiato ai piedi di una roccia, che riposa con un braccio ripiegato sul capo. Accanto a lui è Hypnos, dio del sonno, che regge i papaveri in mano e versa da un corno il sonno sul giovane. Mentre un amorino scopre Endimione, Selene, fregiata della luna crescente, va a trovarlo scendendo dalla sua biga, i cui cavalli sono trattenuti da Aura. Sulla sinistra è raffigurato un gruppo di pastori e a terra, tra Aura e i cavalli, emerge la figura di Tellus, allegoria della Terra.

Ulteriore applicazione dell’impacco

Il bellissimo sarcofago è stato acquisito al patrimonio del Museo Nazionale delle Terme. Il Rotary Club Roma Mediterraneo ha deciso di finanziarne il restauro, che è avvenuto in loco, sotto la responsabilità e la direzione della Soprintendenza.

Pulitura della porzione sottoposta al trattamento

Applicazione dell’impacco alla porzione rimanente

Il sarcofago, nella sua ritrovata bellezza, è stato collocato nell’Aula X, certamente la più suggestiva e prestigiosa delle Terme di Diocleziano, e restituito alla collettività. Una targa ricorda l’intervento del nostro club.

Il sarcofago dopo il restauro

Il Direttore del Museo, la Prof.ssa Rosanna Friggeri, ha voluto essere l’artefice della presentazione ufficiale dell’opera ai soci, nel corso di un evento tenutosi il 24 giugno 2015.

Erano anche presenti il nostro Governatore, Ing. Carlo Noto La Diega, l'Assistente del Governatore, Arch. Patrizia Cardone, il P.D.G. Avv. Roberto Scambelluri,la Dott.ssa Giovanna Bandini, Responsabile del Settore Restauro, ed i Dott.ri Marzia Mercuri e Mariano Talarico, che hanno curato in prima persona l’intervento finanziato dal nostro club. Il presidente, Arnaldo Morace Pinelli, ha ringraziato tutti e donato alla Prof.ssa Friggeri e alla Dott.ssa Bandini una targa a ricordo della collaborazione tra il Rotary, il Museo delle Terme di Diocleziano e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Selene, Hypnos ed Endimione

In un momento storico in cui, in talune parti del mondo, le vestigia del passato vengono intenzionalmente cancellate e nel nostro Paese difettano i fondi per mantenere aperti i siti archeologici e musei di capitale importanza, il progetto che abbiamo realizzato assume una valenza culturale e civile profonda.  Al contempo, esso si colloca nel solco ideale del presente anno rotariano, in cui abbiamo voluto porre l’idea del Mediterraneo, alla base dell’istituzione del nostro club, al centro della nostra attività rotariana. In effetti, il mito di Selene ed Endimione, uno dei più antichi e diffusi dell’area del Mediterraneo, attua fortemente, sul piano culturale, la vocazione ideale del nostro club.

Un particolare del sarcofago

 

 

 

 

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