L’Europa dopo l’Europa: dall’Atlantico agli Urali

 

Sabato 25 marzo si è regolarmente tenuta la Conferenza “L’Europa dopo l’Europa: dall’Atlantico agli Urali”, alla quale è stato invitato anche il Governatore De Felice, che ha fatto pervenire al Presidente Pulli un caloroso saluto comunicando di non poter partecipare in quanto in visita ad un Club della Sardegna.

All'evento hanno partecipato i Soci Lucilla Bonavita, Cesaroni, Covino, Moruzzi, Roselli, oltre ad altri rotariani, fra cui il Presidente del Rotary Club Roma, Gianfranco Varvesi. Il nostro Presidente ha porto i saluti ai partecipanti, ringraziando la Presidenza dell'Accademia Angelico Costantiniana, il Pio Sodalizio e lo sponsor Roma Magazine.

Ha sottolineato come il nostro Club nelle norme che ne regolano l’attività contempla la missione di promuovere la diffusione della cultura e dei valori espressi nei secoli dalla Civiltà del Mediterraneo. E’ sembrato molto pertinente collaborare all'organizzazione della Conferenza e partecipare nella data della commemorazione dei Trattati di Roma, in una logica principalmente di prospettiva e di promozione dei valori che la Comunità Europea esprime in termini di pace, di sviluppo sociale, di crescita economica e produttiva nonché di sviluppo delle relazioni fra il Paesi dell’Occidente e dell’Oriente europeo, pur con tanti limiti, in particolare dopo la caduta del muro di Berlino.
Ha ricordato che il Cerimoniale Rotariano prevede, all'inizio delle riunioni, che si renda onore, ascoltando gli inni, alla bandiera italiana, europea e del Rotary International.
Questa breve cerimonia ha un valore simbolico pregnante, in quanto vuole rappresentare che i Rotariani si impegnino a diffondere nella società, con la loro attività di servizio, i valori che i tre inni e le bandiere rappresentano.
L’Italia ha risorse morali, civili, sociali ed economiche che la posizionano fra i primi dieci paesi più ricchi al mondo e deve continuare a promuove sempre più fattivamente l’integrazione europea con realismo, coraggio e fiducia nel futuro avversando i facili populismi e regionalismi di pericolosa matrice per la pace.
La Conferenza si è poi sviluppata con gli interventi, di grande interesse, dei Professori  collegati dalla Russia in video conferenza Skype, i quali hanno richiamato i valori e la comune cultura che ancora, dopo secoli, legano la Russia al resto dell’Europa e segnatamente all'Italia, con particolare riferimento ai condivisi valori morali diffusi dal Cristianesimo.

Di grande interesse e spessore culturale sono stati anche gli interventi degli illustri conferenzieri italiani, che hanno confermato che l’Europa deve continuare a promuovere, in termini adeguati ai tempi di oggi, l’integrazione per permettere di salvaguardare la pace e lo sviluppo sociale ed economico dei popoli che la abitano.

Gli europei e tra questi gli italiani devono affrontare sinergicamente le sfide, più che mai impegnative,  che si presentano ai nostri giorni.
Si auspica che la firma della Dichiarazione sottoscritta il 25 marzo 2017 si traduca in provvedimenti concreti che affrontino le gravi difficoltà del presente e permettano di recuperare alla Comunità Europea e alle sue istituzioni la necessaria fiducia dei cittadini.

Relatori
On. Prof. Antonio Marzano
Dott. Lucio Caracciolo
Prof. Oreste Massari
Dott. Giovanni Palladino

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